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“Arrivano i Prof”, Bisio fa sbellicare dalle risate

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Il primo maggio ‘Arrivano i Prof’, ovvero come ridere della ‘Buona scuola’ italiana e non solo, visto che la commedia di Ivan Silvestrini con Claudio Bisio, Maurizio Nichetti, Lino Guanciale e il rapper Rocco Hunt (‘ai peggior studenti i peggiori professori’ l’efficace headline) è il remake del francese ‘Les Prof’, successo da 30 milioni di euro ispirato a un fumetto e mai visto nelle nostre sale. Trecento copie distribuite da 01 a poco più di dieci anni da ‘Notte prima degli esami (tra i produttori con Rai Cinema anche Aurora Film e 11 marzo film) si torna quindi a ridere sulla maturità ma nello scenario attuale della scuola-azienda: nel film, colorato e veloce quasi in stile comics, per salvare il liceo Manzoni dalla chiusura, dopo l’ultima disastrosa performance, occorre portare la media dei diplomati almeno al 50%, così il preside (Andrea Pennacchi) accoglie la proposta del provveditore (Francesco Procopio) e decide di fare un ultimo tentativo chiamando i peggiori insegnanti in circolazioni individuati con l’algoritmo ministeriale. Ma ai magnifici improbabili sette (la prof d’italiano è la sexy Shalana Santana, quella d’inglese la scatenata Maria Di Biase, Pietro Ragusa è il filosofo, Alessio Sakara lo sportivo estremo scelto per l’educazione fisica) non manca certo la vocazione e la scuola pubblica avrà il suo riscatto. Presentato in anteprima agli Incontri del cinema di Sorrento, il film ha divertito molto una platea di ragazzi. “Siamo i peggiori ma per motivi diversi – spiega Bisio, il prof di matematica che fuma canne con l’alunno Rocco Hunt – all’inizio si capisce che non ho più voglia di insegnare ma poi divento il motore della svolta.

E’ un film controcorrente, che ha la sua serietà nella comicità e sono contento di averlo fatto”. Guanciale è il prof di storia che si arrangia facendo il Gladiatore al Colosseo: “Lavoro da 14 anni nella scuola, il nostro sistema non legittima gli insegnanti che dovrebbero essere considerati degli educatori e non solo delle persone pagate poco” riflette, anche in relazione agli ultimi episodi di cronaca che hanno visto protagonisti studenti ben peggiori di quelli raccontati dal film e insegnanti “bullizzati”. Rocco Hunt (che canta anche la title track e si innamora della secchiona Camilla-Irene Vetere) non ha della scuola un bel ricordo: “Mi ha fatto sentire emarginato spingendomi a rifugiarmi nella musica. Bisognerebbe creare un ‘link’ vero tra scuola e lavoro, i ragazzi dovrebbero essere presi per mano, non abbandonati. Mia cugina – racconta – si è brillantemente laureata e fa la cameriera, io sono in partenza per Londra per fare un concerto e sotto il palco troverò certamente molti italiani che sono stati costretti ad andare via”. Per Nichetti, esplosivo prof di Chimica “è un film anomalo per la produzione italiana, complimenti al regista: non era facile una direzione corale degli attori e quella di tanti ragazzi. Ha affrontato la comicità in maniera seria”. Per Ivan Silvestrini è stato anche un omaggio ai suoi prof “degli eroi, e alla loro passione che mi ha insegnato a desiderare e a impegnarmi. Certo, nel film parliamo della logica un po’ turbo-capitalista della scuola degli ultimi anni, ma con leggerezza. E la scuola privata fa la parte della ‘cattiva’ anche se certo non siamo ‘contro’. La cosa veramente importante però è che quella pubblica funzioni”.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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