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Cipolla vicino al letto non previene raffreddore

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In tempo di malanni invernali, gli esperti dell’Istituto superiore di sanità ‘smontano’ una fake news che vede protagonista la cipolla: posta vicino al letto, non previene il raffreddore. Mentre d’altra parte gli antibiotici non sono una panacea da assumere all’istante contro tutti i mali: dai brividi, alla febbre, al mal di gola. L’osservatorio anti-fake news frutto della partnership tra Iss e Adnkronos Salute, smonta due bufale piuttosto diffuse fra gli italiani alle prese con i malesseri di stagione. “Le cipolle sono spesso usate come rimedio naturale contro tosse e raffreddore. Si pensa infatti che posizionando accanto ai lettini dei bambini delle fette di cipolla, queste sarebbero in grado di attirare i microbi”, ricordano gli esperti Iss.

Il falso mito, così come riportato in rete, risalirebbe ai primi anni del 1900 quando un medico avrebbe incontrato una famiglia di contadini sfuggita all’influenza per aver posizionato cipolle aperte nella propria dimora, e sostenendo come ogni fetta avesse intrappolato in sé virus e batteri. In realtà non esistono ‘magneti batterici’, perché i microbi si propagano ad esempio attraverso gocce di liquido biologico (gli starnuti) o attraverso contatti diretti. Non esistono cibi che attraggono i microbi”.

“La cipolla – aggiungono però gli esperti – rimane comunque un alimento che presenta svariati benefici. Contiene infatti calcio, ferro e fosforo che risultano di grande aiuto contro la stanchezza fisica e mentale; vi sono poi zinco, sodio e potassio che aiutano a mantenere i tessuti elastici. Molti studi scientifici dimostrano che presenta un grande potenziale nel prevenire le malattie cardiovascolari e nel controllare la pressione arteriosa e il colesterolo. In conclusione, la notizia è falsa e la cipolla affettata e lasciata in giro per casa, non ha proprietà miracolose e/o curative“.

C’è poi chi, al primo acciacco, ricorre all’antibiotico. “Assumere antibiotici senza prescrizione medica può rivelarsi inutile ed espone al rischio di effetti indesiderati anche gravi. Molte persone, ai primi sintomi influenzali o di raffreddore, pensano di stroncare il problema sul nascere assumendo un qualsiasi antibiotico disponibile a casa. Gli antibiotici – avvertono gli esperti Iss – non sono efficaci contro qualsiasi malattia infettiva. Questi farmaci, infatti, possono uccidere solo i batteri, mentre sono inutili contro i virus, responsabili del comune raffreddore, dell’influenza e di molti altri malanni. Non è facile distinguere un’infezione virale da una batterica. Peraltro, batteri diversi si curano con antibiotici diversi”.

Solo il medico, grazie alla sua esperienza, potrà valutare se è necessario o meno prescrivere l’antibiotico e quale sia quello giusto. Esistono altre ottime ragioni per non assumere antibiotici ai primi segni di febbre, raffreddore o per un banale mal di gola. La prima – spiegano dall’Iss – è che assumere antibiotici scorrettamente espone inutilmente al rischio di effetti indesiderati (come disturbi intestinali e reazioni allergiche) che possono essere anche estremamente gravi”.

“Proprio un antibiotico, l’amoxicillina, uno dei principi attivi più prescritti in Italia, è al primo posto per numero di effetti collaterali segnalati. Nel solo 2013, in Italia, sono state segnalate circa 6.400 reazioni avverse agli antibiotici. Inoltre, l’uso improprio aumenta il rischio di sviluppare resistenze, fenomeno per cui i batteri diventano immuni ai farmaci rendendo le cure inefficaci per tutti. Infine, gli antibiotici funzionano solo se sono presi nelle dosi giuste e nei tempi stabiliti per cui, prima di assumerli, è sempre necessario consultare un medico”, concludono gli esperti.

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