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Da domenica su Rai3 ‘I Dieci Comandamenti’, di Iannacone

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Mi piacciono le storie minime, quelle che arrivano dal basso, mi piace raccontare chi ci passa accanto e farlo da testimone e non da giornalista, parola che non amo“. Domenico Iannacone torna con la sesta edizione de ‘I Dieci Comandamenti’sei puntate in onda da domenica prossima su Rai3 alle 20,30, la ‘complessa’ prima serata della domenica che vede ‘Che Tempo Che Fa’ di Fabio Fazio su Rai1, la fiction ‘Rosy Abate’ su Canale 5 e ‘Non è l’Arena’ di Giletti su La7.

‘I Dieci Comandamenti’ però “ha un pubblico molto attento – spiega Stefano Coletta, direttore di Rai3 – con una platea di trentenni e quarantenni che lo segue con molto interesse. Iannacone ha una grande sobrietà nel raccontare storie di sofferenza e denuncia, capace di restituire una forte commozione. Perché sono convinto – sottolinea – che anche una rete come Rai3 debba sapere emozionare la platea che la segue“. E in realtà il programma di Iannacone, “fin dalla sua nascita nel 2013, ha fatto incetta di premi” ricorda Coletta: dal Premio Ilaria Alpi al riconoscimento come Miglior Reportage europeo del Civis Mediaprize di Berlino.

Nel 2013 Iannacone ha vinto il ‘Premio Coop Ambiente’ con un reportage dal titolo ‘La terra dei fuochi‘, tema su cui torna proprio nella prima puntata della nuova edizione, dal titolo ‘Il danno‘. Un’altra Italia sfregiata da discariche e rifiuti tossici che vengono tuttora incendiati per smaltirli. “Esiste a volte una ‘ripetizione mediatica‘. Ci sono cose che restano sullo schermo televisivo per un po’ di tempo e poi spariscono – spiega Iannacone – Per questo siamo tornati in quei luoghi, per capire cosa è successo nel frattempo. Queste sono cose che in Europa fa solo una televisione, la Bbc. Ma anche la terza rete pubblica italiana, per la quale io lavoro, credo abbia questa caratteristica”.

Dopo la terra dei fuochi, Iannacone resta in Campania per la seconda puntata dal titolo ‘Sopravvissuti‘, che racconta quel “‘laboratorio politico’ che è Castel Volturno su temi che vanno dall’abusivismo all’immigrazione, dalla sofisticazione ai danni ambientali. Lì, a poco meno di duecento chilometri da Roma, lo Stato è del tutto assente“, sottolinea il giornalista.

Con la terza puntata si entra in terre più intime “che Domenico racconta con sobrietà”, dice Coletta. E’ la volta di ‘La porta aperta‘, dedicata a Ezio Bosso e alla sua vita tra musica, gioia e sofferenza, per poi raccontare, nella quarta dal titolo ‘La cura‘, due storie di dedizione assoluta: quella di Pierpaolo, un 53enne affetto dalla sindrome di Down che accudisce l’anziana madre ammalata di Alzheimer, e quella di Antonio Presti, il mecenate di Tusa, in provincia di Messina, che ha richiamato i più grandi artisti internazionali per creare ‘Fiumara d’arte’, un vero e proprio museo a cielo aperto in quel tratto di Sicilia, lottando contro scetticismo, minacce e intimidazioni.

Nella quinta puntata, ‘L’intruso, “raccontiamo la xenofobia e il razzismo, ma anche l’accoglienza attraverso un trapianto di cuore, un evento nel quale non si guarda mai il colore della pelle della persona cui apparteneva l’organo che ti salva la vita”, dice Iannacone, che resta misterioso invece sul protagonista dell’ultima puntata: “Il titolo è ‘La caduta‘ e racconterà un personaggio che forse anche i più giovani ricordano. Prima era in auge e adesso vive una dimensione di caduta. Di più non vi dico, lo scoprirete“, conclude.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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