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I frutti di mare fanno bene al pancione

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frutti di mare fanno bene al bebè sin dal pancione. Se la futura mamma non disdegna ‘scorpacciate’ di patelle, vongole, calamari, ostriche, e altre leccornie dal sapore di mare, il suo bambino potrebbe nascere con un quoziente intellettivo più alto di quello di bebè con mamme ‘allergiche’ ai frutti di mare. A sostenerlo è uno studio del National Institutes of Health di Bethesda, negli Usa, e della britannica Bristol University, che verrà pubblicato questa settimana su Lancet.

Dallo studio emerge come i frutti di mare, fonte primaria degli omega-3, migliorino lo sviluppo neurologico del feto. Una constatazione che sembra sovvertire quanto si consiglia alle donne in dolce attesa negli Usa: non superare i 340 grammi settimanali di frutti di mare, ovvero meno di tre porzioni, per evitare l’esposizione del feto a particolari agenti contaminanti, le cosidette neurotossine. Eppure dalla ricerca angloamericana emerge tutt’altro. Le future mamme che, durante la gravidanza, consumavano meno dei 340 grammi consigliati dagli esperti statunitensi, correvano maggiori rischi di avere un piccolo con un quoziente intellettivo carente rispetto alle altre donne in dolce attesa golose di frutti di mare. “Nel nostro studio – sottolineano dunque i ricercatori – non sono emerse evidenze che sostengono le raccomandazioni degli esperti statunitensi alle future mamme, ovvero non esagerare con i frutti di mare durante la gravidanza. Al contrario, è evidente che questi molluschi fanno bene allo sviluppo del feto e svolgono un ruolo prezioso nello sviluppo neurologico del bebè”.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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