Le ultimissime
ItaliaFreePress

I medici di base guadagnano più dei primari

Tempo di lettura stimato: 2minuti, 20secondi

Lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base per venerdì scorso ha riacceso il dibattito sugli stipendi dei medici. Fra gli argomenti che alimentano le proteste c’è anche l’applicazione dei Piani socio-sanitario regionali che comprendono la sanità diffusa sul territorio a partire dalle medicine di gruppo integrate. Queste ultime, infatti, permettono ai medici di famiglia di guadagnare mediamente 30mila euro di più l’anno. Una cifra che va a sommarsi a redditi che sulla carta sono circa il doppio di quelli dei colleghi che lavorano in ospedale. I conti li ha fatti Il Gazzettino.it basandosi sui dati della Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati).

In Veneto, ad esempio, un medico di medicina generale, con 1.300 assistiti, guadagna 95mila euro l’anno che diventano 120mila se il medico opera in una Medicina di gruppo integrata. Con 1.500 pazienti, invece, il medico guadagna 107mila euro che passano a 136mila se lavora in una medicina di gruppo integrata. La Regione ha quantificato che il maggior impegno richiesto in una Medicina di gruppo integrata è ricompensato con 32mila euro l’anno per 1.300 assistiti a medico e 36mila euro per 1.500 assistiti. Mentre la spesa complessiva sostenuta dalla Regione per i medici di medicina generale ammonta a 394 milioni e 350mila euro. Quanto a redditi i medici di famiglia veneti sono terzi nella classica nazionale.

Redditi cui in ospedale arrivano solo i direttori di struttura complessa, cioè i vecchi primari che portano a casa una retribuzione lorda annua sui 110mila euro. Per i direttori che coordinano l’attività di più reparti della stessa area, i cosiddetti superprimari, va aggiunta un’indennità dai 15mila ai 25mila euro l’anno. Cifre che quasi si dimezzano per i dirigenti medici ospedalieri che hanno redditi di poco superiori ai 60mila euro lordi. Si tratta di stipendi medi suscettibili di variare in base all’anzianità di servizio del professionista e all’ammontare della consistenza dei fondi aziendali.

Nel 2015 il Sindacato medici italiani (Smi) pubblicò un report che scatenò un pandemonio. In base ai calcoli dello Smi, contestato da altre sigle sindacali (Fimmg, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, in testa), i medici di famiglia guadagnerebbero in media oltre 75 mila euro per lavorare – secondo contratto – 24 ore alla settimana, pari a 60,7 euro l’ora. Il problema nasceva dal confronto con i medici dirigenti ospedalieri, che con un impegno contrattuale di 38 ore lavorative la settimana guadagnano più o meno lo stesso. Il Sindacato medici italiani precisò poi che lo studio, i cui risultati talvolta paradossali sono dovuti all’applicazione dei parametri contenuti negli accordi nazionali, doveva essere interpretato alla luce delle situazioni concrete. L’impegno orario dei medici di famiglia, infatti, è in media di gran lunga superiore a quello relativo all’orario di apertura dello studio. Inoltre, secondo lo Smi, il costo medio dei medici di famiglia per residente è di 66 euro, di molto inferiore ai 192 euro per residente della dirigenza medica.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista