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Il sonno ravviva i ricordi recenti

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Il sonno aiuta a rendere la memoria e i nuovi ricordi più forti e duraturi: a permetterlo sono i cosiddetti fusi del sonno, cioè dei ‘treni di scariche elettriche’ della durata di 2 secondi al massimo, che si hanno durante la fase non rem del sonno. Lo spiegano sulla rivista Current Biology i ricercatori dell’università di Birmingham. Da tempo si sa che il sonno aiuta a consolidare i nuovi ricordi, ma il merito di questo studio è di aver capito come ciò avviene. “La chiave sta nei fusi del sonno – precisa Bernhard Staresina, coordinatore dello studio – La loro stimolazione diretta, unita alla riattivazione di ricordi precisi, ci aiuta a migliorare la memoria mentre dormiamo”. La riattivazione dei ricordi nel sonno avviene spontaneamente, ma per capire l’impatto di questo meccanismo, i ricercatori si sono serviti di un semplice test per vederla in modo controllato. Dei volontari hanno dovuto imparare delle associazioni tra parole e immagini di oggetti o scene prima di fare un sonnellino di 90 minuti. Metà delle parole gli sono state ripetute durante il sonno per innescare la riattivazione dei ricordi delle immagini appena apprese. Una volta svegliati, gli sono state presentate di nuovo le parole e gli si è chiesto di ricordare gli oggetti e le scene viste. Si è così visto che i ricordi erano più vividi per le immagini collegate alle parole ripetute durante il sonno. “Quando si è svegli si imparano cose nuove, ma quando si dorme si rifiniscono i ricordi, rendendo più facile recuperarli e applicarli correttamente quando si ha bisogno di loro”, aggiunge Scott Cairney, uno dei ricercatori. Questo risultato non solo potrà aiutare a spiegare cosa va storto nelle persone con difficoltà di apprendimento, ma anche aiutare a sviluppare interventi per potenziare la memoria.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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