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Imbalsamata viva per errrore, l’atroce fine di una 28enne russa

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Una fine straziante dopo un intervento di routine. Ekaterina Fedyaeva, 28 anni, è morta così, imbalsamata viva per un incredibile errore dell’ospedale dove era ricoverata in seguito a una banale laparoscopia. A riportare la terribile vicenda è la Tass, agenzia di stampa di Stato russa che racconta di un fatale scambio di soluzioni al termine di un’operazione per rimuovere delle cisti ovariche.

A commettere l’errore, il personale medico dell’ospedale di Ulyanovskche, nell’ovest della Russia, che avrebbe somministrato alla donna della formalina – che contiene formaldeide utilizzata per preservare corpi e tessuti morti dalla decomposizione – al posto della soluzione salina. Un errore terribile, spiega la Tass, che ha comportato il collasso degli organi della paziente uccidendola in poche ore tra atroci sofferenze. E letteralmente imbalsamandola viva. Una morte dalla quale Ekaterina, raccontano ancora, non è riuscita a sfuggire nemmeno dopo il tentativo estremo di salvarla con un lavaggio della cavità addominale.

Intervistata dalla tv filo-governativa russa RT, la suocera di Ekaterina, Valentina Fedyaeva, ha raccontato gli ultimi attimi di vita della ventottenne: “Mamma sto morendo”, avrebbe detto prima di collassare ed essere attaccata alle macchine che l’hanno tenuta in vita fino a giovedì scorso.

“Una terribile tragedia”, ha commentato il ministro della Salute Rashid Abdullov dopo che il caso ha destato comprensibilmente l’attenzione della stampa internazionale. “Le mie più profonde condoglianze alla famiglia e ai parenti di Ekaterina Fedyaeva. Questa – ha scritto – è una terribile tragedia. Provvederemo agli aiuti necessari alla famiglia. I responsabili – ha assicurato – sono già oggetto di indagini”.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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