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Ma cosa sono le emozioni?

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Umore, carattere, personalità. Quante parole che utilizziamo ogni giorno provano a descrivere quello che proviamo o come siamo. Richard Davidson, professore di psicologia e psichiatria alla University of Wisconsin-Madison, ha però individuato stili e stati emozionali come unità di misura minime della personalità, in una sorta di gerarchia dei componenti della personalità.

«L’unità emotiva più piccola e sfuggente è uno stato emozionale» spiega il Davidson. «In genere ha una durata di pochi secondi e tende a essere innescato da un’esperienza: la gioia che provate di fronte al collage che vostro figlio ha preparato per la festa della mamma, il senso di realizzazione che avvertite quando portate a termine un importante progetto professionale, la rabbia che vi assale perché sarete costretti a lavorare nel fine settimana, la tristezza che vi coglie quando vostra figlia è l’unica della sua classe a non essere stata invitata a una festa.

«Gli stati emozionali possono anche nascere da un’attività puramente mentale, come sognare a occhi aperti, guardare dentro se stessi o immaginare il futuro. Ma indipendentemente dal fatto che siano attivati da esperienze reali o mentali, gli stati emozionali tendono a svanire per lasciare spazio agli stati che sorgeranno in seguito».

Unità emotiva più duratura dello stato emozionale è lo stato d’animo (o umore), che come ben sappiamo può durare minuti, ore o anche giorni. Un buon o cattivo umore può infatti perdurare anche quando è trascorso molto tempo dall’evento che può averlo indotto.

Il gruppo di ricerca di Davidson parla poi di tratto emozionale intendendo un tratto permanente del modo di essere, come quando una persona è costantemente scontrosa o irascibile, indipendentemente dagli eventi della sua vita. «Ad esempio consideriamo scontroso qualcuno che sembra perennemente irritato» spiega il professore «e irascibile qualcuno che ce l’ha sempre col mondo intero».

Un’ultima distinzione è quella tra stile emozionale e personalità. «Questo termine è un modo molto più familiare di descrivere le persone» chiarisce Davidson «ma non ha un ruolo basilare come gli stili emozionali, né ha un fondamento in meccanismi neurologici identificabili. La personalità è costituita da un insieme di qualità di alto livello che comprendono stati e stili emozionali specifici». Quindi, ad esempio, una persona “amabile” avrà i tratti emozionali “premuroso”, “amichevole” e “generoso”, ognuno dei quali è a sua volta il prodotto dei vari aspetti di stili emozionali.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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