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Meglio lavorare in piedi alla scrivania

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L’introduzione di scrivanie verticali, che consentono di lavorare in piedi, è per le aziende una maniera efficace, in termini di costo, di migliorare la salute dei dipendenti, prevenendo obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Lo indica uno studio condotto dalla Deakin University di Melbourne e dal National Health and Medical Research Council, in cui è stato chiesto a 231 impiegati di ufficio di lavorare di più in piedi, sedersi di meno e muoversi di più. Nella sperimentazione, che comportava anche supporto organizzativo e di consigli di salute, i lavoratori hanno lavorato seduti in media un’ora di meno al giorno. I loro livelli di glucosio e grasso sono risultati migliori rispetto ai colleghi senza scrivanie verticali. Secondo lo studio, pubblicato nello Scandinavian Journal of Work, Environment and Health, se i cambiamenti raccomandati fossero introdotti per il 20% degli impiegati di ufficio del paese, il costo sarebbe pari a 344 dollari australiani (223 euro) a persona e salverebbe circa 7500 anni di vita su scala nazionale, grazie alla prevenzione di malattie legate a obesità e sovrappeso. “Adottare questo intervento sul posto di lavoro ha il potenziale di ridurre l’assenteismo e di migliorare la produttività”, scrive il responsabile della ricerca, il docente di neurologia Lan Gao, ricordando che circa due terzi degli australiani adulti sono obesi o in sovrappeso. L’introduzione di scrivanie ‘sit-stand’, che consentono di lavorare sia seduti che in piedi è una maniera innovativa ed efficace in termini di costo per promuovere la salute della forza lavoro, aggiunge. Le raccomandazioni ufficiali del National Health and Medical Research Council confermano che il comportamento sedentario è associato con condizioni di salute sfavorevoli e raccomandano di interrompere più spesso possibile il tempo trascorso da seduti. Avvertono inoltre che gli effetti dannosi del comportamento sedentario non possono essere superati dall’esercizio fisico.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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