Le ultimissime
ItaliaFreePress

Scrivere bene nell’era del digitale: un libro

Estimated reading time:2 minutes, 12 seconds

Sono stati smentiti dai fatti coloro che prevedevano che con i telefonini i giovani avrebbero smesso di scrivere. Oggi, dicono le ricerche, si scrive molto di più di qualche anno fa, ma è cambiata sostanzialmente la scrittura, molto sincopata, fatta di abbreviazioni quando la parola non è sintetizzata in un emoticon, oltre ad essere cambiato il modo di scambiarsi le scritture, oggi tutto digitale e in tempo reale.
Arrivano quindi utili consigli di Luisa Carrada, autrice del https://blog.mestierediscrivere.com/ e docente di Scrittura Professionale, su come ”Scrivere un’email” (Zanichelli, pp.122 – 13,00 euro), magari di lavoro e che potrebbe dover attirare l’attenzione di una persona che la legge distratta su un treno affollato.
Per chi poi volesse approfondire il discorso ecco, sempre della Carrada ”Guida di stile – scrivere e riscrivere con consapevolezza” (Zanichelli, pp. 128 – 13,00 euro) e ”Struttura & Sintassi” (Zanichelli, pp. 96 – 13,00 euro) che ci aiutano a affrontare le incertezze di un foglio o una schermata bianca, sapendo che oggi le nostre parole scritte ci precedono con rapidità e sono decisive per farci notare, prendere in considerazione, ascoltare.
Tutto questo tenendo presente che oggi si scrive addirittura troppo (solo i WhatsApp sono 55 miliardi ogni giorno inviati nel mondo), che non esiste più la pausa di riflessione, ma tutto, risposte comprese, è spesso immediato. Per Sherry Turkle, antropologa del digitale americana, ”bisogna imparare a scartare: a trasformare quello spazio mentale in cui ci sentiamo sotto assedio, nell’avamposto di una nuova comunicazione digitale. E’ un problema culturale di apprendimento”. Per questo bisogna applicarsi un po’, reimparare a pensare prima di scrivere, non rispondere necessariamente a tutto e tutti e, chi può, disabilitare le notifiche almeno nel week end per disintossicarsi e non sentire il richiamo continuo dello smartphone.
I consigli per scrivere una mail principalmente di lavoro, per chiederlo, per svolgerlo, per avere contatti con i colleghi o i superiori, puntano al insegnare la chiarezza immediata, il far capire subito chi scrive e perché e il problema proposto.
Sembra facile, ma ci sono ostacoli vari, nel nostro modo abituale di scrivere, nell’uso di frasi fatte e espressioni abusate e pompose svuotate di senso dall’abuso. Ecco allora, assieme alle varianti per evitare il burocratese, l’evitare formule rituali, specie all’inizio, il saper costruire elenchi chiari, privilegiare periodi brevi e domande chiuse, rinunciare alle abbreviazioni, e così via sino ai saluti che debbono essere rispettosi ma anche caldi, naturali e diretti. Poi i vari tipi di lettera, dai ringraziamenti ai complimenti, dalle richieste urgenti sino a come dare le cattive notizie. Tutto in paragrafi chiari e sintetici, con specchietti e riassunti, sino alla checklist finale, le domande e le verifiche da fare prima di cliccare su Invio.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

Ad