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Smartphone assolti: non c’è prova che causino malattie

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Smartphone ‘assolti per mancanza di prove’. Secondo uno studio del Comitato scientifico sui rischi emergenti e recentemente identificati (Scenihr) – “non è infatti provato che l’esposizione a campi elettromagnetici possa provocare rischi per la salute dell’uomo”. Una conclusione valida anche per i telefonini, spiega lo Scenihr, secondo cui è possibile tuttavia, “anche se non esiste una prova specifica”, che i bimbi piccoli siano “più vulnerabili” a eventuali danni rispetto ai grandi.

Lo Scenihr – riferisce Help Consumatori – ha preparato per la Commissione europea un aggiornamento sul parere espresso nel 2001 dal Comitato scientifico ‘Tossicità, ecotossicità e ambiente” (Sctee) dell’Unione europea, a proposito degli effetti che il cosiddetto ‘elettrosmog’ può avere su uomini, animali e piante. Ebbene, per quanto riguarda l’uso del cellulare, lo Scenihr rileva che nelle persone “che fanno un uso massiccio degli apparecchi mobili non c’è un aumento del rischio di tumore al cervello, ma esistono elementi che provano un legame con l’insorgere del neuroma al nervo acustico”, un tumore cerebrale benigno. Tuttavia, “i dati a disposizione sono scarsi e le conclusioni che ne derivano sono perciò incerte e provvisorie”. Quanto invece all'”uso prolungato dei cellulari per non più di 10 anni”, il Comitato scientifico indica che questo “non provoca l’aumento del rischio di un tumore al cervello, né di un neuroma acustico”.

“L’ultimo aggiornamento degli studi scientifici sui campi magnetici – afferma il Commissario Ue alla Salute, Markos Kyprianou, commentando i risultati dello Scenihr – non rileva nuove prove dell’esistenza di rischi” dei campi elettromagnetici per la salute dell’uomo. “In ogni caso – aggiunge – indica anche che è necessario approfondire gli studi in certe aree”. E data la capillare diffusione dei campi elettromagnetici, annuncia Kyprianou, “lo studio del loro possibile impatto sulla salute e sull’ambiente è da considerarsi una fra le priorità del Settimo Programma Quadro di ricerca”.

Nel settore ‘elettrosmog’ l’Ue ha già stabilito limiti di sicurezza, basati su pareri scientifici, che vengono applicati nella maggior parte degli Stati membri. Ma la richiesta di un nuovo parere è stata avanzata alla luce dei nuovi risultati scientifici internazionali, dei numerosi Report nazionali e delle attività di ricerca promosse dall’Ue, anche in relazione all’aumentata esposizione della popolazione, determinata dall’ulteriore crescita dell’uso di campi elettromagnetici legata al continuo sviluppo dell’industria delle telecomunicazione. Che si tratti di chiavi per l’apertura automatica dell’automobile, di telefonini o di televisori, infatti, sono pochi gli europei che trascorrono una giornata senza ricorrere ad apparecchiature radio o di telecomunicazione. Oltre all’esigenza di aggiornamento, la Commissione europea ritiene infine opportuno anche mantenere una sorveglianza su tutta l’informazione disponibile, che possa aiutare a valutare i rischi per la salute umana in questo settore di indagine. E che possa permettere, in caso di necessità, un immediato intervento da parte sia della scienza che degli enti competenti, delle autorità politiche e sanitarie e, in generale, di tutti gli attori del settore.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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