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Straniero? Quando parli non mi fido

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Non ci si fida di chi ha un accento straniero. Il pregiudizio va via, però, quando lo “straniero” inizia a dare consigli con un tono fiducioso o autorevole. E, a quanto pare, il segreto per cercare di essere più credibili è proprio il segnale di fiducia che viene dato dal tono di voce. Ad arrivare a queste conclusioni sono stati i ricercatori della McGill University, secondo i quali le persone tendono a fidarsi di chi appartiene al proprio gruppo, cioè chi ha un background culturale o linguistico simile. Lo studio (pubblicato sulla rivista scientifica Neuroimage) è stato condotto sfruttando le varianti internazionali dell’inglese. Tutti parlavano canadese-inglese e dunque questo tono appariva loro molto familiare. Le varianti più lontane, invece, sono state l’australiano-inglese e l’inglese parlato dai francofoni canadesi. “Ciò che mostra lo studio è che, in futuro, se volessi essere creduto, potrebbe essere nel mio interesse adottare un tono di voce molto fiducioso in una vasta gamma di situazioni”, dice Xiaoming Jiang, ora professore associato alla Tongji University, che parla inglese come seconda lingua e che è il primo ricercatore dello studio. Questa è una scoperta che potenzialmente ha ripercussioni sulle persone che parlano con un accento in diversi aspetti della vita quotidiana, da quelli professionali, all’istruzione, a procedimenti giudiziari.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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