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Troppi italiani con problemi urologici, scatta l’allarme

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Ingrossamento della prostata (3 milioni), disfunzione erettile (altri 3 milioni), eiaculazione precoce (4 milioni), calcolosi (2 milioni), neoplasie (1,2 milioni), malattie infettive e infiammatorie (1 milione, soprattutto in acuto). Una somma che si avvicina ai tredici milioni, il cui totale è mitigato solo dal fatto che alcune di queste patologie sono concomitanti e fanno abbassare il numero a 10 milioni. Questi numeri, che fotografano lo stato della salute maschile, sono il punto di partenza del convegno “Prevenzione Alpha”, organizzato a Roma nella sede del ministero della Salute, che ha posto le basi della prima campagna nazionale rivolta agli uomini che sarà promossa dalla Società italiana di urologia in collaborazione e con il patrocinio dello stesso ministero. L’obiettivo è raggiungere le tre principali fasce d’età di popolazione (dai 16 ai 25 anni, dai 25 ai 45 e gli over45). Informazioni sulla campagna e le iniziative saranno presto disponibili per il pubblico sul sito www.siu.it. “L’urologo non è ‘il medico che cura la prostata’: vogliamo diventare i custodi della salute maschile”, spiega Giuseppe Vespasiani, presidente della Società italiana di urologia.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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