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Un laser per guidare sotto la nebbia

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Un’intuizione nata da un evento drammatico. Domenico Gallo è alla guida della sua auto, una sera, quando si trova di fronte ad un tragico incidente stradale. Lo schianto è causato dalla nebbia, e da quel momento Domenico, 42enne campano con competenze tecniche ed elettroniche, decide di darsi da fare affinché episodi del genere non si ripetano più. Nasce così LaserAid, un progetto basato sulla tecnologia laser che crea sulle strade corridoi con riferimenti luminosi visibili anche nella nebbia, e nel 2012 partono indagini e studi di settore per capirne l’applicabilità. LaserAid può essere adottato per delimitare i bordi stradali, per segnalare i new jersey in autostrada ma anche le rotatorie in contesti urbani. Tra le altre cose è stato sperimentato anche un dispositivo mobile utile alle forze dell’ordine per segnalare, in caso di nebbia, il posto di blocco: un corridoio luminoso visibile fino a due chilometri di distanza impedisce in questo modo che il posto di blocco venga ignorato in modo da preservare, soprattutto, l’incolumità degli agenti. Inoltre il dispositivo consente di proiettare sull’asfalto i contenuti dei cartelli stradali che, in situazioni di nebbia fitta, sono difficilmente distinguibili agli occhi.

Ma finora si tratta solo di sperimentazioni ‘indoor’. Infatti, anche se tutte le applicazioni del LaserAid sarebbero utilissime ai fini della sicurezza stradale, per essere sperimentate su strada, operazione propedeutica per l’arrivo sul mercato del dispositivo, a Domenico Gallo e alla start up che nel 2016 ha avviato sul progetto coinvolgendo altre tre persone, mancano i finanziatori. ”Abbiamo depositato il brevetto in Italia e attendiamo una risposta dall’Europa – spiega Gallo -. Abbiamo collaborato con l’università di Cassino ed il Cnr per lo sviluppo tecnico. Al momento abbiamo anche potenziali clienti, come il comune di Sofia, dove abbiamo presentato LaserAid, e Instabul: sono interessati al nostro progetto e il ministero per le Infrastrutture e i trasporti ci ha dato il via libera alla sperimentazione”. Ma ”non abbiamo finanziatori. Li abbiamo cercati – prosegue Gallo – e abbiamo anche abbracciato l’idea dei finanziamenti pubblici ma non è arrivato nulla. Adesso stiamo cercando di creare possibili joint venture con imprenditori in cambio di esclusive di mercato. Siamo ad un passo dalla sperimentazione su strada, che speriamo di fare quest’inverno nella zona di Cassino ma per avviarla occorrono centinaia di migliaia di euro per sei mesi di test. Il costo dell’apparato, invece, è molto inferiore”.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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