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Un udito migliore tiene lontani gli anziani dagli ospedali

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Sentire meglio tiene lontani dalle corsie ospedaliere. Per gli anziani che soffrono di perdita dell’udito, l’uso di apparecchi acustici è utile infatti a ridurre di oltre il 2% le visite al pronto soccorso e i ricoveri. Lo evidenzia uno studio pubblicato su JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. La perdita dell’udito è comune nella Terza Età ed è associata a difficoltà della comunicazione e problemi di salute, come depressione, declino cognitivo e obesità. L’obiettivo dei ricercatori della School of Medicine presso l’Università del Michigan, negli USA, era determinare in che modo l’uso di apparecchi acustici fosse associato all’utilizzo dell’assistenza sanitaria negli anziani. Per farlo hanno utilizzato l’Indagine nazionale sulle spese mediche 2013-2014 da cui hanno estrapolato i dati di 1336 adulti di età pari o superiore a 65 anni con deficit dell’udito. Gli adulti senza protesi acustiche erano 734, coincidevano con quelli meno istruiti e avevano un reddito più basso. L’utilizzo di apparecchi acustici ha costituito una spesa sanitaria annuale totale più elevata di 1125 dollari ma coincideva anche con una probabilità minore del 2% di far visita al pronto soccorso, ovvero 24% a fronte del 26%, e minore probabilità di qualsiasi ospedalizzazione, 20% rispetto al 22%, oltre a un numero di notti in ospedale inferiore del 5%, con relativi risparmi. “Sebbene l’uso di apparecchi acustici abbia aumentato la spesa totale per l’acquisto e il mantenimento degli stessi, ha però ridotto i costi totali di assistenza sanitaria statale”, concludono i ricercatori guidati da Elham Mahmoudi.

Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista

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