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Come sopravvivere ai primi due giorni post ferie. I consigli dello psichiatra

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Un rientro “perfetto”, reso meno triste dal tempo uggioso, per molti italiani in queste ore alle prese “con il cosiddetto “post-vacation blues”: un disturbo di adattamento su base biologica che si manifesta quando si passa da un periodo di riposo a uno impegnativo, come tipicamente avviene al rientro dalle ferie. Un meccanismo scaturito dal sistema ipotalamo-ipofisi-surrene, che si manifesta con vari sintomi e che e’ comunque passeggero: dura circa una settimana. Ma, in alcuni casi, puo’ scatenare problemi latenti piu’ seri e duraturi legati ad ansia e depressione”. Parola di Claudio Mencacci, presidente della Societa’ italiana di psichiatria (Sip), che avverte: “La fascia d’eta’ piu’ colpita e’ quella fra i 25 e i 40 anni, in cui l’attivita’ lavorativa e’ piu’ intensa”. A soffrire della sindrome da rientro “sono le persone che praticano una professione intellettuale, piu’ di coloro che invece hanno un mestiere ‘fisico’ – spiega l’esperto – con sintomi che vanno dal disinteresse alla difficolta’ di concentrazione, dal senso di vuoto alla mancanza di energie, dai problemi di sonno all’irritabilita’. Insomma, in questi giorni si puo’ dire che molti italiani, che pure hanno avuto la fortuna di partire e sono una minoranza, “non ci stanno con la testa”. Per aiutarsi in questi giorni di tristezza che seguono l’addio alle spiagge o ai monti, “il segreto e’, se possibile – consiglia lo psichiatra – quello di trascorrere un paio di giorni di ‘assestamento’ prima di rientrare in ufficio, cercare di rimandare gli impegni piu’ gravosi e ‘resettare’ il ritmo sonno-veglia andando a dormire prima di quanto si facesse in vacanza, praticare attivita’ fisica per facilitare il rilascio di endorfine a favore del buon umore. Infine, ridurre il consumo di alcol, che magari in vacanza e’ stato piu’ abbondante del solito”.