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Con Bunbury tutto è “Posible”

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di Ruggero Cristallo

Sempre più autore, oltre che cantante. Sempre più attento ad ogni dettaglio, passata (già da un bel po’, a dire il vero) la furia rock e accantonato l’ “huracán de palabras” a favore di strofe da poeta minimalista. E’ Enrique Bunbury in “Posible”, decimo album da solista dell’artista di Saragozza, che potete ascoltare (e comprare, anche in vinile, Warner Music Spain, foto di Jose Girl) su tutti i circuiti ormai da un mese.

Bunbury ritorna a comporre un disco intimista sul genere de “Las consecuencias” (2010), e a varare un nuovo progetto dopo “Expectativas” del 2017 (vincitore di un Latin Grammy come miglior album rock). Il risultato è sorprendente. L’ex leader degli Héroes del Silencio si accompagna come al solito ai “Los Santos Inocentes” ed estrae dal cilindro sonorità alla Depeche Mode, propone un riuscito esperimento tra elettronica, percussioni, sax e chitarre che – dice l’autore – “possono sembrare sintetizzatori ma non lo sono “.

L’invito da accogliere, allora è quello che rivolge lo stesso Bunbury, ovvero di ascoltare “Posible” a orecchie aperte”, poichè “nulla è quello che sembra al primo ascolto”. In  effetti è proprio così. Alle tracce ci si affeziona pian piano e s’apprezza la creatività e l’allergia alla noia di un artista che ha segnato, ripercorrendola in tutte le varianti, la musica rock, quella pop e persino quella profondamente latina, senza mai avere nostalgia con il passato. Per non cullarsi e sperimentare, una volta raggiunto il vertice, ci vuol coraggio.

L’album lo divideremmo in due lati, come fosse un vecchio 33 giri. Dal lato “A” lasceremmo “Cualquiera en su sano juicio (se habría vuelto loco por ti), (ardito inno all’amore) la rock “Hombre de acción”, “Deseos de usar y tirar”, “Mis posibilidades \ Interstellar” e ” Las palabras”.

Quindi, dal “B” le tracce dove s’ascolta il Bunbury più profondo con “Arte de vanguardia”, le splendide ” Mariachi sin cabeza”, “Como un millón de dólares” (bel video con l’attrice e musicista Annie Monroe che interpreta un fantasma) , “Indeciso o no” e la meravigliosa chiusura (ascoltate anche il testo) di “Los términos de mi rendición”.

Esperimento riuscito, a nostro avviso. Con due raccomandazioni. La prima la rivolge l’autore “Posible – dice Bunbury – è introspettivo. Le canzoni parlano delle possibili variazioni del “te stesso” che ti sei lasciato alle spalle e della quantità infinita di possibilità che hai per essere qualcos’altro ”. Quindi, per favore, guardatevi sempre dentro e non rinunciate a nulla.

L’altra la trovate all’inizio del video di “Los términos de mi rendición” ed è del filosofo americano Henry David Thoreau. “Sono andato nei boschi perché volevo vivere deliberatamente; affrontare solo i fatti essenziali della vita e vedere se fossi in grado di imparare ciò che doveva insegnare e non non rendermi conto, al momento della morte, che non avevo vissuto. “. Quindi, per favore, vivete.