Le ultimissime
ItaliaFreePress

Semi di lino: un’arma contro l’ipertensione

Estimated reading time:1 minute, 33 seconds

Contrastano ipertensione e ipercolesterolemia, combattono la stipsi e danno una carica di energia, perfetta per chi fa sport: sono molte le proprietà dei semi di lino. “Questi semi oleaginosi hanno una concentrazione elevatissima di acidi grassi buoni omega 3 e omega 6, che lavorano sulla prevenzione cardiovascolare e sulla riduzione di colesterolo cattivo e trigliceridi”, sottolinea la dottoressa Emanuela Russo, dietista INCO (Istituto Nazionale per la Cura dell’Obesità) dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano.

Gli omega 3 ed omega 6
L’importanza degli acidi grassi omega 3 e 6 è notevole per tutti e ha benefici particolari per chi fa sport: “Gli acidi grassi omega 3 e omega 6 di cui i semi di lino sono ricchi non solo contrastano la ipercolesterolemia, riducendo quindi il rischio cardiovascolare, ma anche lo stress ossidativo, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie. E questo si rivela utile anche per gli sportivi, dal momento che la attività sportiva produce proprio stress ossidativo”, spiega la dottoressa Russo.

Utili per capelli e unghie
Ma le proprietà dei semi di lino non finiscono qui. “Contengono molti minerali come ferro, fosforo, selenio e zinco e vitamina E. Proprio questi micronutrienti migliorano anche la salute dei capelli e delle unghie”, ci spiega la dietista Russo.

… e contro la stipsi
I semi di lino, infine, sono anche alleati del transito intestinale. “Grazie al loro importante apporto di fibra sono consigliati a chi soffre di stipsi: si può aggiungere un cucchiaio nello yogurt a colazione, oppure fare un decotto lasciandoli nell’acqua per una notte e poi berne il liquido una volta eliminati i semi. Ma si possono anche aggiungere alle insalate, eventualmente anche al posto dell’olio extravergine di oliva se questo non piace. Oppure si possono usare per delle panature più sane in aggiunta a farina di avena e perché no a semi di sesamo. Meglio sempre tritarli prima per rendere le loro proprietà nutrizionali più biodisponibili”, suggerisce la dottoressa Russo.