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Corte dei Conti, radiografia del bilancio economico di Consip spa

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Nino Sangerardi

“Il progressivo ridimensionamento quantitativo medio delle gare Consip è da salutare con favore. Alla luce delle variegate e complesse vicende processuali(indagini aperte dalla Procura della Repubblica di Roma,ndr) risulta avvalorato l’assunto già formulato da questa Corte negli scorsi anni,secondo cui il gigantismo procedimentale connesso all’eccessivo dimensionamento delle gare—in quanto particolarmente articolato in 18 lotti e con base d’asta fino a 2 miliardi e 700 milioni di euro—si sia ripercosso negativamente sia  sui tempi di aggiudicazione sia dando luogo all’emergere di intese anticoncorrenziali tra le imprese dominanti nel settore merceologico della gara,sia infine espandendo il contenzioso”.

Parole che si leggono nel documento elaborato dai Giudici della Corte dei Conti, presidente Angelo Buscema e estensore Antonio Galeota,a fronte del bilancio economico anno 2018 di Consip (società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e Finanze), centrale acquisti per la Pubblica amministrazione nata nel 1997.

La gestione dell’esercizio 2018 è positiva nella misura di 5.799.577,00 euro con incremento dell’11,43% rispetto al 2017, il patrimonio netto è di 35.035 migliaia di euro aumentato dell’11,47% .

I Giudici contabili prendono atto che la spesa centralizzata di beni e servizi,che vede Consip come principale delle stazioni appaltanti,si pone nell’ottica costruttiva di rendere più efficiente il sistema di approvvigionamento degli Enti pubblici italiani. 

Un modello,rileva la Corte,di acquisizione che presenta due criticità : 1) è circoscritta la libertà di scelta del contraente da parte delle singole amministrazioni,le cui specifiche e eventualmente differenziate esigenze potrebbero non essere  soddisfatte dall’acquisto centralizzato; 2) il rischio di restringere l’accesso al mercato alle sole imprese di grandi dimensioni,essendo queste le uniche in possesso dei requisiti di capacità economico-finanziarie occorrenti per partecipare a gare di importi sempre più elevati. Il pericolo è quello di pregiudicare le regole di concorrenza.

Per quanto riguarda il contenzioso, dal monitoraggio inerente gli anni  2012-2018 si ricava che  a fine 2018 il numero di ricorsi notificato a Consip è 776,di cui 215 a dicembre 2018 sono ancora pendenti. I comparti in cui si registra la maggiore litigiosità,sette su dieci,sono Servizi fornitura Ict/Tlc,Pulizia e Faacility management,Servizi energetici e immobili di territorio,Raccolta e trasporto rifiuti.

Un fenomeno di dimensioni rilevanti che si traduce in maggiori costi per lo Stato in quanto origina ritardi e diseconomie di sistema,minore conformità alla disciplina vigente,e soprattutto servizi non funzionali ai bisogni dei cittadini.

In merito alle consulenze,ammontano a 3.440 migliaia di euro tenendo conto dei 4.204 migliaia di euro del 2017.I Magistrati raccomandano “ di verificare preventivamente con ogni accortezza l’inesistenza in Consip di risorse idonee a far fronte ai compiti istituzionali,in particolare anche valutando l’esperienza da lungo tempo acquisita dal personale interno”.

Il bilancio 2018 evidenzia una crescita di tutte le grandezze. Stante il perimetro di intervento della cosiddetta “spesa di pertinenza” di 48.602 milioni(più 3% rispetto ai 47,3 miliardi del 2017) l’erogato segna un valore di 12.543 milioni(più 31% rispetto al 9,6 miliardi del 2017) e il risparmio potenziale si attesta a 3.053 milioni(più 18% rispetto al 2017).

Sul punto la Corte mette in luce che “nonostante il perdurante rafforzamento e l’espansione degli obblighi in capo alle Pubbliche Amministrazioni di aderire alle convenzioni in parola,quasi il 70% della spesa per beni e servizi dei Ministeri continua a essere effettuato,per vari cause,al di fuori degli strumenti della Consip”.

In data 31 dicembre 2018 si contano 420 unità lavorative in forza a Consip : 35 dirigenti,174 quadri e 219 impiegati per un costo annuale di 31.283 migliaia di euro in crescita di 129 migliaia di euro.

Al vertice di Consip ci sono Renato Catalano presidente del consiglio di amministrazione,Cristiano Camarsa amministratore delegato,Ivana Guerrera consigliere nominati per gli anni 2017-2019.

Tutt’ oggi,agosto 2020, la maggioranza di governo M5S-Pd-Leu-Italia Viva non è riuscita  a designare ben 365 nomine tra 42 consigli di amministrazione e 46 collegi sindacali ovvero 88 organi societari per 62 società complessive di cui fanno parte Consip e Trenitalia e Anas e Mercitalia e Poligrafico e Zecca di Stato e Agcom e Equitalia Giustizia e Nucleco e Italferr e GSE(gestione servizi energetici)… 

La relazione dei Giudici è stata inviata ai presidenti di Senato e Camera.