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“Di scena a Fasano”, “rivivono” Aldo Giuffrè e Nino Taranto

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dI Giovanni Quaranta

Scritta nel 1956 dalla premiata ditta di sceneggiatori e commediografi Scarnicci & Tarabusi, entrambi fiorentini, Caviale e lenticchie venne voltata in dialetto napoletano prima da Aldo Giuffrè, poi dal grande Nino Taranto, che ne fece uno dei titoli più rappresentativi del suo repertorio, avendo giustamente intravisto nell’opera tutte le caratteristiche della classica farsa teatrale partenopea.

Ed è in questa versione che la compagnia “Teatro Club Gino Roma” di Torre del Greco l’ha presentata al Teatro Sociale domenica 20 ottobre, quale secondo spettacolo in concorso per il Festival Nazionale “Di scena a Fasano”, organizzato dall’associazione “Peppino Mancini” e dal direttore artistico Mimmo Capozzi.

Con un cast affollato da ben diciannove attori (come oggi raramente si vede) e capeggiato dal settantaquattrenne veterano Renato Roma, istrionico protagonista ed anche regista della messinscena, Caviale e lenticchie è una commedia brillante in tre atti che richiama immediatamente alla memoria i canoni e le situazioni tipiche del teatro scarpettiano, con personaggi alla Felice Sciosciammocca che vivono di espedienti, e con il perenne contrasto tra “miseria e nobiltà”.

Divertentissima, a tratti esilarante, perfettamente costruita nel meccanismo ad orologeria delle entrate in scena, degli immancabili equivoci e degli attesi disvelamenti, la rappresentazione avrebbe l’unico neo dell’eccessiva lunghezza, ma è un peccato veniale che gli amanti del teatro tradizionale perdonano facilmente, di fronte a taluni pretenziosi eccessi “modernisti” di compagnie professionistiche aduse ad approfittare della pazienza dello spettatore.

Se è così, allora, evviva gli “amatoriali”!

(Prossimo appuntamento al Teatro Sociale di Fasano: Euridice, Compagnia “Al Castello”, venerdì 25 ottobre, sipario ore 21.00; biglietti: platea 12 euro, galleria 10 euro)