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Far carriera rovina la salute

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Faranno bene a carriera e portafogli, ma sembra proprio che le promozioni danneggino la salute mentale dei lavoratori. Queste le conclusioni di un gruppo di ricercatori britannici dell’Università di Warwick, che hanno condotto uno studio su mille dipendenti che avevano ottenuto una promozione negli ultimi 20 anni. Gli studiosi hanno indagato, in particolare, sulla salute, il benessere mentale e il ricorso ai servizi sanitari dei lavoratori. Così il team ha scoperto che, dopo uno scatto di carriera, la qualità della salute mentale di una persona si deteriora, in media, del 10%.

Secondo gli esperti il fatto di essere caricati all’improvviso di una responsabilità maggiore potrebbe portare a un aumento dello stress, dell’ansia e della depressione. Problemi che potrebbero essere esacerbati anche dal fatto che i dipendenti promossi hanno meno tempo per i controlli medici. Tanto che, ad esempio, le visite dal medico di famiglia diventano un miraggio dopo la promozione: arrivano a ridursi del 20%.

Insomma, per colpa del nuovo ruolo si trascura la propria salute. Tutti questi dati cozzano contro l’idea – abbastanza diffusa – che un salto nella carriera, e dunque nello status lavorativo, si traduce in un maggior benessere, anticamera di una salute migliore.

Non solo, secondo i ricercatori anche se l’indagine non ha provato degli effetti diretti delle promozioni sulla salute fisica dei lavoratori nel periodo preso in esame, occorre temere i possibili contraccolpi legati ai disturbi mentali.

“Essere promossi non è così bello come le persone credono – spiega alla Bbc online il responsabile della ricerca, Chris Boyce – La nostra ricerca rivela che la salute mentale dei manager in genere si deteriora dopo una promozione, e in un modo che va al di là di un semplice cambiamento a breve termine”. Insomma, “le persone che ottengono posizioni di rilievo devono ricevere un corretto supporto e anche una formazione apposita, per imparare a gestire le responsabilità in più”, senza farsi travolgere dallo stress.