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“La Nassa” di Taranto, quando un bed and breakfast è calore e famiglia

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di Ruggero Cristallo*

Un incrocio di giunchi e strisce di canne che crescono sulle sponde del Mar Piccolo. Le pazienti mani di un artigiano abili nell’intrecciarle. E nasce la Nassa, che i pescatori qui a Taranto usano ancora, nella sua forma tradizionale, per catturare quel che il mare dà loro in dono.

L’attrezzo, simbolo d’un antico mondo di pescatori, di sudore, sole e sale, oggi è anche il simbolo di un riscatto che la Taranto migliore vuole e merita. Ed è condensato nella fatica di Marco e Magda, due giovani tarantini che hanno ristrutturato una vecchia casa di pescatori e dato vita al bed and breakfast che non poteva che chiamarsi “La Nassa” (www.bblanassa.com). E che sorge – ironia del destino dei giunghi e delle canne – all’incrocio di quattro quartieri, proprio dove inizia la città vecchia e di fronte a un mare che lascia l’immaginazione a viaggiare per sogni e desideri.

“La Nassa”, che in verità si chiama, in dialetto “’A’ Nàssa”, è una struttura che Magda, 38 anni, ingegnere ambientale, ha pensato e progettato in nome dell’ecosostenibilità. Ha infissi con triplo vetrocamera, illuminazioni a led, pareti coibentate, pompe di calore a zero emissioni di CO2. Magda e Marco hanno utilizzato e recuperato materiali come il legno per i solai e il rame per alcuni arredi, in nome dell’equilibrio dei rapporti tra ambiente, salute e architettura.

“Anche noi abitiamo qui – ci dicono i titolari della struttura – perché a nostro avviso il bed and breakfast deve rispettare la funzione per la quale è nato. I nostri ospiti vivono negli ambienti che abbiamo pensato per noi. Qui ci si incontra, magari si prende un caffè chiacchierando e chiedendo indicazioni, si respira e si vive l’aria di Taranto. Con molti dei nostri clienti siamo in contatto, siamo diventati amici”.

E non poteva che essere così, quando si incontrano due “host” con un sorriso contagioso, il cane Husky Bero, simpatica ed intelligente mascotte, e la rara disponibilità di chi ha tradotto in passione il rito dell’accoglienza. A “La nassa” si trascorre un soggiorno davvero piacevole in ambienti moderni, eleganti ed essenziali. Quattro le camere, che prendono il nome dai quartieri che si incrociano qui, in via Di Mezzo 110. E dunque ecco la stanza “San Pietro”, quella “Ponte”, la “Baglio” e la “Turripenne”, con vista sul lungomare e sullo Jonio.

La struttura dispone di una cucina, che in realtà è quella di Marco e Magda e che può essere utilizzata con un piccolo sovrapprezzo rispetto alla tariffa giornaliera. Di una splendida terrazza con vista mare, a disposizione dei visitatori. Nei pressi de “La Nassa”, osterie e trattorie, ristoranti: prezzi contenuti, dai 10 ai 25 euro per un pasto completo, di tradizione e di qualità.

Le principali attrazioni della capitale della Magna Grecia sono a pochi passi. Di fronte alla porta d’ingresso s’apre lo squarcio del centro storico. E poi il Marta, il museo archeologico, il Castello Aragonese, le mille chiese e chiesette. Tutto dietro casa, per scoprire Taranto con gli occhi d’un turista che abbia voglia di sentire l’odore d’una città spesso inutilmente bistrattata ma con il fascino intatto di chi fece, molti secoli fa, innamorare un groviglio di popoli che amavano l’avventura e la voglia di creare qui casa.

*direttore di Italiafreepress.it