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La Plastic-Puglia resta in attività. Distribuite le maschere protettive ai lavoratori

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La Plastic-Puglia è tra le attività che possono continuare a produrre, come disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, allegato 1, codice ATECO 22.2. 

«La nostra attività produttiva e lavorativa – è detto in un comunicato –  prosegue dunque come sempre. I nostri prodotti circolano liberamente in tutto il territorio nazionale e internazionale. Siamo in grado di soddisfare regolarmente le richieste dei clienti, evadendo gli ordini nei tempi concordati.»  Il comunicato dell’azienda informa anche che il fondatore e presidente del Gruppo industriale Plastic-Puglia di Monopoli, Grand’Uff. Barone Vitantonio Colucci, ha acquistato e distribuito ai propri dipendenti maschere di protezione individuale, lavabili in acqua e detersivo e sterilizzabili in acqua bollente per il loro riutilizzo.

«Dobbiamo continuare a lavorare come sempre e con ancora più forza – afferma l’imprenditore – per evitare che, finita l’emergenza sanitaria, ci si trovi in presenza di una forte recessione occupazionale ed economica».
Sono state anche effettuate le operazioni di sanificazione e di disinfezione straordinaria degli ambienti di lavoro nella Plastic-Puglia. «Ho deciso di adottare questo ulteriore provvedimento, che segue a quelli già in vigore sin dal 22 febbraio scorso nella mia azienda, per garantire la massima sicurezza sanitaria di oltre 170 lavoratori. La sanificazione degli ambienti lavorativi è un passo, ma per eliminare la pandemia occorre evitare il contagio. RIbadisco ancora una volta che il passo più importante, decisivo, è nell’osservare corretti comportamenti individuali, isolandosi responsabilmente come se fossimo in quarantena e proteggendosi utilizzando guanti e maschera e rispettando la distanza interpersonale. Consiglio inoltre gargarismi disinfettanti con acqua e bicarbonato per combattere eventuali irritazioni del cavo orale. Dobbiamo sconfiggere il coronavirus, nemico subdolo, invisibile, insidioso. Dobbiamo farlo tutti insieme, con rigoroso senso di responsabilità».