Le ultimissime
ItaliaFreePress

Ma perchè il nero è il colore più elegante?

Estimated reading time:1 minute, 40 seconds

Riportato in voga dagli anni Ottanta fino ad oggi dalla moda dark, il nero è considerato il colore più elegante nell’abbigliamento. Ma questa non è una visione prettamente moderna: il colore del buio si è distinto per raffinatezza in diversi periodi storici.

Nel Trecento la borghesia protestante del Nord Europa, diventata ricca e potente, dapprima adottò il colore nero per mostrare austerità e distinguersi così dall’aristocrazia, che indossava abiti coloratissimi; successivamente, dal momento che gli abiti dei borghesi erano confezionati con stoffe molto pregiate e costose, il nero divenne segno di distinzione e ricchezza, anche nel resto d’Europa. In Spagna, per esempio, le dame che dovevano essere presentate a corte venivano vestite con abiti neri, e solo ai nobili era consentito indossare questo colore in segno di lutto. Nel Cinquecento, Baldassare Castiglione scrive ne “Il libro del cortegiano”, trattato sull’eleganza e sul comportamento: «Parmi che maggior grazia abbia nei vestimenti il color nero, che alcun altro.»

È solo nell’Ottocento che l’uso del nero come colore del lutto divenne universale, mentre nel Novecento diventò la tinta elegante per eccellenza grazie alle stiliste Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli (quest’ultima inventrice, oltretutto, del rosa schoking). Ma nessuno di noi dimentica nemmeno la parentesi fascista, con le famose “camicie nere” che hanno attraversato un ventennio, dal 1923 al 1943: per i soldati indossare di propria volontà il colore della morte e del lutto doveva esprimere abnegazione e sprezzo del pericolo, e quindi coraggio e valore in guerra. I nazisti adottarono lo stesso modello per le divise delle SS, applicando inoltre sui loro berretti il “Totenkopf” (testa di morto), disegno di un teschio con le tibie incrociate, diretto retaggio del ben più antico “Jolly Roger”, la bandiera nera con cui i pirati esprimevano disprezzo per la propria sorte e terrorizzavano le altre imbarcazioni.

Una valenza del tutto diversa ha infine avuto il nero negli anni Cinquanta, quando venne assunto come colore prediletto dai giovani esistenzialisti francesi che, nei caffè della rive gauche, ne fecero ancora una volta un simbolo di sobrietà, distinzione e tormento interiore.