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Melanoma addio con la dieta mediterranea

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“Secondo studi pubblicati dall’International Journal of Epidemiology, alcuni ricercatori italiani hanno dimostrato che la dieta mediterranea protegge le persone dal melanoma cutaneo, soprattutto l’assunzione di pesce, ricco di acidi grassi omega3, frutta e verdura, si associa ad un minor rischio di sviluppare un melanoma. L’effetto nefasto di una cattiva alimentazione non è solo l’obesità, perché il 35% dei tumori, secondo i dati della Lilt, si sviluppa a seguito di una alimentazione scorretta. Ciò dimostra l’importanza prioritaria di formare una vera e propria cultura della ‘buona e sana tavola’, educazione che deve partire necessariamente dall’età scolare per formare consumatori maturi per vivere meglio e più a lungo. I prodotti tradizionali e tipici rispondono all’esigenza di garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e salvaguardia della storia e del patrimonio di tradizioni del territorio”, è quanto ribadito da Floriana Fanizza, Responsabile Nazionale di Coldiretti Donne Impresa, ospite d’eccezione al Mercato di Campagna di Via Appia a Brindisiin occasione del #tintarelladay con consigli utili per esporsi gradualmente al sole evitando le ore più calde soprattutto in caso di carnagione chiara, ma anche l’alimentazione aiuta a “catturare” i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature. E’ stata l’occasione per parlare di dieta mediterranea con Mirella Tondo, presidente comitato Andos onlus di Brindisi, si alterneranno gli interventi di Saverio Cinieri, direttore dell’Oncologia medica dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi e Stefano Burlizzi, responsabile del reparto di Senologia nell’Ospedale “Perrino” di Brindisi.

La dieta mediterranea è adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa la Coldiretti – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono carote, radicchi e albicocche, ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie, in bella mostra al Mercato contadino di Brindisi. Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote che contengono ben 1200 microgrammi di Vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Al posto d’onore – continua la Coldiretti – salgono gli spinaci che ne hanno circa la metà, a pari merito con il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliege che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.

“Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis – da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 90mila bambini e 270 scuole. Il nostro obiettivo è ‘culturale’ e consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque, formando consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti. Da ciò l’impegno della Coldiretti Puglia, attraverso il progetto di Campagna Amica, di offrire agli studenti e alle loro famiglie, agli insegnanti e, più in generale, ai consumatori una visione concreta e reale del cibo sano e genuino e i cavalli di battaglia sono proprio frutta e verdura”.

La legge regionale sul KM0 – conclude Coldiretti Puglia – è riuscita di fatto a raccogliere il consenso bipartisan sul delicato tema delle mense, della sicurezza alimentare, della nutraceutica e della salute dei bambini e degli adulti ed è una risposta responsabile all’83 per cento dei genitori pugliesi convinto che le mense pubbliche debbano offrire cibi più sani anche per educare le nuove generazioni alla sana e corretta alimentazione e tutelare la salute di tutti i fruitori delle mense pubbliche.