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Puglia, aumentano i casi positivi, non esclusa proroga delle restrizioni dopo il 7

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 A Capodanno in Puglia, su 7.045 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus registrati sono stati registrati 1.395 casi positivi, il 19,8%: 564 in provincia di Bari, 325 in provincia di Foggia,172 in provincia di Taranto, 155 in provincia di Brindisi, 93 nella provincia BAT, 80 in provincia di Lecce, 3 residenti fuori regione, 3 casi di provincia di residenza non nota. Sono stati registrati 9 decessi: 6 in provincia di Taranto, 2 in provincia di Lecce e uno in provincia di Foggia, Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.051.359 test; 35.965 sono i pazienti guariti e 53.913 sono i casi attualmente positivi.

Rispetto alle restrizioni, il governo ha precisato che qualsiasi decisione sarà presa sulla base dei dati epidemiologici che arriveranno dopo l’Epifania. Il 7 gennaio scadono infatti le misure restrittive natalizie ed entreranno in vigore di nuovo le fasce di colore in base all’andamento del contagio nelle regioni (zona rossa, zona arancione e zona gialla). Ogni provvedimento verrà preso prima di metà gennaio, dopo aver analizzato l’andamento dei contagi. Se alcune chiusure, come sembrerebbe, dovessero protrarsi, alla platea già esistente si aggiungeranno altre attività che chiederebbero di rientrare nei ristori del governo. Il 31 gennaio, inoltre, è scaduto lo stato di emergenza, prorogato dal Consiglio dei ministri il 7 ottobre. E non è esclusa un’ulteriore proroga.

Mercoledì 30 dicembre è stata diffusa la bozza del report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero in cui non ci sono buone notizie per le regioni. Ovvero, secondo i dati in base ai quali si decide il regime delle zone gialle, arancioni e rosse:

l’epidemia in Italia si mantiene “grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”;
nel periodo 8 – 21 dicembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 – 1.02) in lieve aumento nelle ultime tre settimane;
tre regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2;
altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio;
altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche).
Per le valutazioni sui colori delle regioni in base alle fasce di rischio, gli esperti e il governo esamineranno i dati della curva epidemiologica nei primi dieci giorni del nuovo anno. Ma i primi segnali, come emerge dall’ultimo bollettino, non sono positivi.