Le ultimissime
ItaliaFreePress

Qualità dell’aria, accordo tra Ministero Ambiente e Regione Puglia

Estimated reading time:2 minutes, 32 seconds

Nino Sangerardi

Presidente e assessori regionali hanno ratificato l’accordo con il Ministero dell’Ambiente inerente il miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto all’inquinamento atmosferico.

Atto politico che deriva dalla ripetuta constatazione che in diverse zone italiane si registrano superamenti di valori limite della qualità dell’aria causati dal materiale particolato Pm10 e biossido di azoto No2.

Risale al 19 dicembre 2012 la sentenza della Corte di Giustizia europea che condanna l’Italia per non aver provveduto ad assicurare che le concentrazioni di Pm10 rispettassero le soglie fissate dalla direttiva 1999/30 CE in numerose aree del Bel Paese.

La Commissione europea inoltre ha avviato due procedure d’infrazione nei riguardi dello Stato italiano per la non corretta applicazione della direttiva 2008/50/CE in riferimento ai superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite rispettivamente del Pm10 e del No2 sul territorio nazionale di cui una,quella relativa al Pm10, coinvolge la Regione Puglia.

I vertici della Commissione europea,tra l’altro,hanno deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per il mancato rispetto dei livelli consentiti di Pm10 e No2,in data 17 maggio 2018 e il 7 marzo 2019, e che per il procedimento d’infrazione relativo al Pm10 si è già pervenuti alla sanzione con verdetto del 10 novembre 2020(causa C-644).

Si rammenta che la Giunta regionale nel 2018 ha dato vita alla riedizione del Piano della Qualità dell’aria e a luglio 2020 ha approvato la “Classificazione di zone e agglomerati per la valutazione della qualità dell’aria ambiente” ottenuta dai dati registrati dalla Rete di monitoraggio pugliese negli anni 2014-2018.

Comunque permangono criticità per gli inquinanti Pm10 e No2, in particolare negli spazi Collinari, Pianura,Industriale e Agglomerato di Bari,le Zone industriali dei Comuni di Brindisi e Taranto risentono di emissioni dei poli produttivi nonché traffico veicolare,traffico portuale e combustione di massa.

Pertanto si rende necessario incrementare le azioni già intraprese anche nelle more dell’iter di convalida del Piano regionale della Qualità dell’aria. Di conseguenza nasce la convenzione tra Ministero e Regione.

Quest’ultima entro sei mesi deve realizzare l’Atto di indirizzo alle Autorità competenti che in sede di rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale devono richiedere la presentazione di uno studio per la valutazione degli scenari futuri della qualità dell’aria utilizzando una catena modulistica coerente con i parametri stabiliti che dimostrino che le emissioni non comportino un peggioramento della medesima qualità atmosferica. Deve la Regione mettere in pratica un progetto di campagne d’informazione e sensibilizzazione sui comportamenti di minor impatto ambientale,rafforzare entro gennaio 2022 la comunicazione tra Regione e cittadino mediante sviluppo e efficientamento del portale informatico,sviluppare spazi verdi e sistemi di biorisanamento in simbiosi con le Amministrazioni comunali a elevata vocazione industriale o in presenza di intenso traffico automobilistico.

Il Ministero dell’Ambiente dovrà “contribuire con risorse fino a un massimo di 4 milioni di euro all’attuazione da parte della Regione Puglia di uno o più impegni contemplati nell’accordo, attivare interlocuzioni con Ministero dell’Economia e Finanze al fine di valutare la possibilità di aggiornare le tasse automobilistiche utilizzando il criterio del bonus-malus”.