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Verdone: “La telefonata di Mattarella? E’ stato un colpo al cuore”

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 “La telefonata di Mattarella? E’ stato un colpo al cuore, non me lo sarei mai aspettato. Il presidente è stato molto affettuoso, gentile, lo ringrazio ancora.

Ha avuto parole meravigliose, è una cosa che mi sta commuovendo ancora adesso”. In collegamento via Skype con Rainews 24, Carlo Verdone confessa l’emozione per gli auguri ricevuti dal presidente della Repubblica nel giorno del suo 70/o compleanno.
    “Il regalo più bello – sottolinea l’attore e regista nell’intervista – è tutto questo affetto che sto ricevendo da giorni e che mi ha lasciato senza parole. Mi sono chiesto se merito veramente così tanto”.
    Verdone sente di aver raccontato nei suoi film “l’umore, lo scorcio di alcuni decenni, fissati nella poesia, nei tormenti, nelle fatiche, ironie, megalomanie, mitomanie, fragilità: ho fatto tanti film, uno diverso dall’altro, e spero di aver regalato alle persone un’ora e tre quarti di serenità con battute che ricorderanno per tanto tempo. Ecco, mi sento una pillola del buonumore degli italiani”.
    A 40 anni da Un sacco bello e a 25 da Viaggi di nozze, Verdone è convinto che oggi le maschere siano “molto cambiate: quei personaggi sono figli di quei decenni passati, sarebbe complicato rifarle. Non scenderei mai nel ridicolo né mi ringiovanirei. Guardare la realtà e raccontarla con ironia e divertimento si può fare, ma è un lavoro molto duro, faticoso.
    Oggi con i social la mitomania è esplosa, ma possiamo riderne”.
    L’uscita del nuovo film di Verdone, Si vive una volta sola, prevista il 26 novembre, è stata congelata a causa della chiusura delle sale: “Con il produttore abbiamo pensato che la cosa migliore fosse resistere e cercare di non mortificare la sala. Vogliamo uscire in sala appena i numeri lo consentiranno, altrimenti sarà inevitabile finire su una piattaforma. Ma la sala è il tempio dell’immagine, un centro di aggregazione e condivisione. Sono convinto che quando questo momento passerà, torneremo ad affollare le sale”.
    In lockdown, il regista e attore ha “trascorso il tempo davanti al pc, a scrivere: ho scritto un libro, dieci puntate di una serie tv, il soggetto del mio prossimo film”, ha concluso nell’intervista a Rainews.